Il testo della lettera inviata ai Ministri Tajani, Bernini, Foti e Urso dai Presidenti di CRUI e COPER, Laura Ramaciotti e Antonio Zoccoli. Il documento è stato condiviso con Ekaterina Zaharievala (Commissaria europea per le start-up, la ricerca e l'innovazione) durante il bilaterale con il Ministro Bernini tenutosi l'11 maggio, a Bologna.
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Onorevoli Ministri,
la ricerca rappresenta uno dei principali motori di sviluppo economico e sociale, capace di generare benefici concreti per i Paesi, i cittadini e le imprese. Investire in ricerca di base significa infatti promuovere innovazione, aumentare la competitivitĂ e affrontare in modo piĂš efficace le grandi sfide globali, come la transizione ecologica e digitale.
Il Programma Quadro Horizon Europe rappresenta il principale strumento dellâUnione per sostenere la ricerca di eccellenza, la formazione dei talenti e lo sviluppo di nuove conoscenze e tecnologie di frontiera e ha contribuito in modo determinante alla costruzione delle basi scientifiche, tecnologiche e di capitale umano su cui si fondano oggi numerose filiere strategiche europee.
La ricerca fondamentale, la ricerca collaborativa e lâinnovazione ad alto rischio tecnologico rappresentano il motore dei futuri successi industriali dellâEuropa e non possono essere indirizzate e valutate esclusivamente in funzione di ritorni economici immediati.
Le UniversitĂ e gli Enti di ricerca europei, da sempre pilastri alla base della competitivitĂ , della resilienza e dellâautonomia strategica dellâUnione europea, pur riconoscendo la necessitĂ di modernizzare il bilancio europeo e di rafforzare gli investimenti nella competitivitĂ , sono concordi nel sostenere che non si possono compromettere la natura, le finalitĂ e i meccanismi di funzionamento dei programmi europei di ricerca e innovazione, finendo per determinarne la progressiva subordinazione a logiche prevalentemente orientate al market deployment. Programmi con finalitĂ diverse â quali Horizon Europe e gli strumenti orientati alla crescita industriale e al deployment, quali lo European Competitiveness Fund â devono operare in modo complementare, preservando ciascuno la propria missione, logica di intervento e assetto di governance. Una loro fusione o sovrapposizione rischierebbe di compromettere il buon funzionamento di entrambi.
La qualitĂ e lâefficacia delle politiche europee in materia di ricerca e innovazione dipendono dal coinvolgimento sostanziale delle comunitĂ scientifiche nei processi di programmazione, non come mera consultazione, ma come partecipazione strutturata e qualificata. La definizione delle prioritĂ di ricerca ed innovazione e dei relativi bandi deve rimanere saldamente ancorata al principio dellâeccellenza scientifica e tecnologica, valutata da esperti indipendenti di riconosciuto profilo scientifico e tecnologico internazionale.
Alla luce di quanto sopra, CRUI e CoPER, in rappresentanza del sistema scientifico e accademico italiano, chiedono:
- La tutela dellâautonomia strategica e operativa di Horizon Europe, evitando unâeccessiva subordinazione a strumenti prevalentemente orientati al deployment industriale, quali lâEuropean Competitiveness Fund.
- Lâistituzione di assetti di governance chiaramente distinti per Horizon Europe e per lâEuropean Competitiveness Fund, in particolare per quanto riguarda i meccanismi di comitologia e i processi decisionali relativi alla programmazione annuale.
- La distinzione funzionale e contabile tra ricerca e deployment. Le risorse destinate a Horizon Europe devono rimanere integralmente orientate al sostegno della ricerca e dellâinnovazione di lungo periodo, evitando meccanismi che ne pre-determinino unâallocazione verso fasi o soli ambiti di deployment o di applicazione industriale.
- Linee dedicate per la valorizzazione industriale dei risultati della ricerca. Prevedere, allâinterno dellâEuropean Competitiveness Fund, strumenti di finanziamento specificamente orientati alla valorizzazione industriale e al deployment dei risultati del Programma Quadro, a supporto anche di percorsi di scale-up e industrializzazione in ambiti strategici.
- Il riconoscimento del ruolo abilitante di Horizon Europe. Riconoscere pienamente Horizon Europe come âinfrastrutturaâ portante dellâecosistema europeo dellâinnovazione, abilitante per strumenti orientati alla competitivitĂ , allo sviluppo industriale e allâautonomia strategica, che ne valorizzino i risultati lungo lâintera catena del valore in maniera efficace e sostenibile.
La comunitĂ scientifica e accademica italiana tutta, riconosce in Horizon Europe un pilastro essenziale per il rafforzamento del capitale umano, per lâinnalzamento della qualitĂ del sistema universitario e della ricerca pubblica e dellâannessa innovazione ma altresĂŹ cruciale affinchĂŠ il continente attragga talenti ed investimenti ad alta intensitĂ di conoscenza.
Tutelare lâidentitĂ e lâautonomia della governance di Horizon significa contribuire in modo responsabile alla costruzione di politiche industriali e di competitivitĂ fondate su basi scientifiche solide, innovative e durature.
Chiediamo, pertanto, alle Istituzioni europee e nazionali lâimpegno a preservare lâautonomia di Horizon Europe e della ricerca a basso e medio livello di maturitĂ tecnologica e a definire un quadro finanziario e di governance che valorizzi pienamente il ruolo della ricerca e dellâinnovazione nel nuovo progetto europeo.