Roberto Bellotti - Rettore Università di Bari Aldo Moro

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CRUI e MUR al FORUM PA 2026

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Costruzione di pubbliche amministrazioni capaci di anticipare i cambiamenti e raccogliere la sfida dell’innovazione continua. Ma anche intelligenza artificiale e ruolo sempre più centrale delle competenze digitali fra tecnologia e umanesimo. Sono queste le direttrici principali dell’impegno della CRUI per Forum PA 2026.

Al centro delle diverse sessioni emerge con forza il contributo dell’università come motore di sviluppo sociale, culturale ed economico. Un attore capace di costruire ponti tra istituzioni, imprese e territori, e di promuovere inclusione e crescita.
Il Forum PA offre inoltre uno spazio unico di dialogo tra amministrazioni, mondo accademico e stakeholder pubblici e privati, favorendo la nascita di nuove sinergie e rafforzando reti già esistenti. In questo quadro, i momenti di confronto promossi dalla CRUI intendono valorizzare il ruolo dell’alta formazione e della ricerca come leve fondamentali per accompagnare le trasformazioni in atto e contribuire alla costruzione di istituzioni più aperte, competenti e orientate al futuro.

La CRUI partecipa a FPA2026 insieme al MUR con l’obiettivo di intervenire nel dibattito nazionale sui grandi processi di trasformazione che stanno ridefinendo il ruolo delle istituzioni pubbliche, dell’università e della ricerca. Un’occasione strategica per condividere visioni, esperienze e proposte concrete sui temi chiave dell’innovazione istituzionale.

 

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CRUI e Polizia di Stato: un accordo per tirocini, formazione, e orientamento per i giovani

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Dialogo istituzionale tra il sistema universitario e la Polizia di Stato. Collaborazione stabile e strutturata a beneficio dei giovani e della società. Questi i temi al centro dell’accordo quadro sottoscritto da CRUI e Dipartimento della Pubblica Sicurezza.
L’intesa, firmata dalla Presidente della CRUI, Laura Ramaciotti, e dal Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani, rappresenta un passo significativo nel rafforzamento delle relazioni tra due pilastri della vita pubblica del Paese: il sistema universitario e l’istituzione preposta alla tutela della sicurezza e dei diritti dei cittadini.
L’accordo si fonda su una visione condivisa della sicurezza come bene pubblico partecipato e sul riconoscimento del ruolo strategico delle università quali luoghi privilegiati di crescita civile, formazione e ricerca. In questo quadro, la collaborazione si inserisce in una prospettiva di dialogo costante tra istituzioni, orientata alla promozione dei valori della cittadinanza attiva e della responsabilità sociale.
Dal punto di vista delle finalità, l’accordo mira in particolare ad avvicinare gli studenti universitari al mondo della Polizia di Stato promuovendone la conoscenza e la comprensione delle funzioni e delle professionalità, nonché a sostenere percorsi di orientamento e formazione in raccordo con gli atenei.
Sul piano operativo, la collaborazione si tradurrà in un ampio spettro di iniziative congiunte: attività di informazione e comunicazione istituzionale, incontri ed eventi, programmi di alta formazione e moduli didattici integrativi con il coinvolgimento di esperti della Polizia di Stato, oltre allo sviluppo di progetti di ricerca su temi di interesse comune, anche in ambito scientifico e tecnologico.
Particolare rilievo sarà attribuito alla promozione di percorsi di tirocinio, all’attivazione di collaborazioni con le università e allo sviluppo di progetti nel campo della cooperazione internazionale e del rapporto tra sicurezza, società e giovani.
L’attuazione delle iniziative sarà accompagnata da un comitato di indirizzo congiunto, chiamato a definire le linee strategiche e a garantire l’efficacia e della coerenza delle azioni intraprese. 
Con questa intesa, CRUI e Polizia di Stato riaffermano il comune impegno nel rafforzare il legame tra istituzioni e giovani generazioni, contribuendo allo sviluppo di una cultura della sicurezza fondata sulla conoscenza e sulla fiducia reciproca.
Roma, 20 maggio 2026

 

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CRUI e CoPER per l'autonomia di Horizon Europe

Il testo della lettera inviata ai Ministri Tajani, Bernini, Foti e Urso dai Presidenti di CRUI e COPER, Laura Ramaciotti e Antonio Zoccoli. Il documento è stato condiviso con Ekaterina Zaharievala (Commissaria europea per le start-up, la ricerca e l'innovazione) durante il bilaterale con il Ministro Bernini tenutosi l'11 maggio, a Bologna.

 

Onorevoli Ministri,

la ricerca rappresenta uno dei principali motori di sviluppo economico e sociale, capace di generare benefici concreti per i Paesi, i cittadini e le imprese. Investire in ricerca di base significa infatti promuovere innovazione, aumentare la competitività e affrontare in modo più efficace le grandi sfide globali, come la transizione ecologica e digitale.

Il Programma Quadro Horizon Europe rappresenta il principale strumento dell’Unione per sostenere la ricerca di eccellenza, la formazione dei talenti e lo sviluppo di nuove conoscenze e tecnologie di frontiera e ha contribuito in modo determinante alla costruzione delle basi scientifiche, tecnologiche e di capitale umano su cui si fondano oggi numerose filiere strategiche europee.

La ricerca fondamentale, la ricerca collaborativa e l’innovazione ad alto rischio tecnologico rappresentano il motore dei futuri successi industriali dell’Europa e non possono essere indirizzate e valutate esclusivamente in funzione di ritorni economici immediati.

Le Università e gli Enti di ricerca europei, da sempre pilastri alla base della competitività, della resilienza e dell’autonomia strategica dell’Unione europea, pur riconoscendo la necessità di modernizzare il bilancio europeo e di rafforzare gli investimenti nella competitività, sono concordi nel sostenere che non si possono compromettere la natura, le finalità e i meccanismi di funzionamento dei programmi europei di ricerca e innovazione, finendo per determinarne la progressiva subordinazione a logiche prevalentemente orientate al market deployment. Programmi con finalità diverse – quali Horizon Europe e gli strumenti orientati alla crescita industriale e al deployment, quali lo European Competitiveness Fund – devono operare in modo complementare, preservando ciascuno la propria missione, logica di intervento e assetto di governance. Una loro fusione o sovrapposizione rischierebbe di compromettere il buon funzionamento di entrambi.

La qualità e l’efficacia delle politiche europee in materia di ricerca e innovazione dipendono dal coinvolgimento sostanziale delle comunità scientifiche nei processi di programmazione, non come mera consultazione, ma come partecipazione strutturata e qualificata. La definizione delle priorità di ricerca ed innovazione e dei relativi bandi deve rimanere saldamente ancorata al principio dell’eccellenza scientifica e tecnologica, valutata da esperti indipendenti di riconosciuto profilo scientifico e tecnologico internazionale.

Alla luce di quanto sopra, CRUI e CoPER, in rappresentanza del sistema scientifico e accademico italiano, chiedono:

  1. La tutela dell’autonomia strategica e operativa di Horizon Europe, evitando un’eccessiva subordinazione a strumenti prevalentemente orientati al deployment industriale, quali l’European Competitiveness Fund.
  2. L’istituzione di assetti di governance chiaramente distinti per Horizon Europe e per l’European Competitiveness Fund, in particolare per quanto riguarda i meccanismi di comitologia e i processi decisionali relativi alla programmazione annuale.
  3. La distinzione funzionale e contabile tra ricerca e deployment. Le risorse destinate a Horizon Europe devono rimanere integralmente orientate al sostegno della ricerca e dell’innovazione di lungo periodo, evitando meccanismi che ne pre-determinino un’allocazione verso fasi o soli ambiti di deployment o di applicazione industriale.
  4. Linee dedicate per la valorizzazione industriale dei risultati della ricerca. Prevedere, all’interno dell’European Competitiveness Fund, strumenti di finanziamento specificamente orientati alla valorizzazione industriale e al deployment dei risultati del Programma Quadro, a supporto anche di percorsi di scale-up e industrializzazione in ambiti strategici.
  5. Il riconoscimento del ruolo abilitante di Horizon Europe. Riconoscere pienamente Horizon Europe come “infrastruttura” portante dell’ecosistema europeo dell’innovazione, abilitante per strumenti orientati alla competitività, allo sviluppo industriale e all’autonomia strategica, che ne valorizzino i risultati lungo l’intera catena del valore in maniera efficace e sostenibile.

La comunità scientifica e accademica italiana tutta, riconosce in Horizon Europe un pilastro essenziale per il rafforzamento del capitale umano, per l’innalzamento della qualità del sistema universitario e della ricerca pubblica e dell’annessa innovazione ma altresì cruciale affinché il continente attragga talenti ed investimenti ad alta intensità di conoscenza.

Tutelare l’identità e l’autonomia della governance di Horizon significa contribuire in modo responsabile alla costruzione di politiche industriali e di competitività fondate su basi scientifiche solide, innovative e durature.

Chiediamo, pertanto, alle Istituzioni europee e nazionali l’impegno a preservare l’autonomia di Horizon Europe e della ricerca a basso e medio livello di maturità tecnologica e a definire un quadro finanziario e di governance che valorizzi pienamente il ruolo della ricerca e dell’innovazione nel nuovo progetto europeo.

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